martedì 26 aprile 2016
24 Aprile 2016 Sarnico Lovere Run
Una delle gare piú belle in assoluto. Con queste credenziali mi sono approcciato alla Sarnico Lovere Run, una corsa di 25,2 km che collega le due estremitá del Lago d'Iseo sulla sponda bergamasca. Mi sono letteralmente innamorato di un filmato visto ad Ottobre dello scorso anno su youtube, e l'iscrizione é stata praticamente immediata. Quando ancora non era nemmeno nello stato embrionale l'idea che avrei corso la mia prima maratona a Marzo di quest'anno, questa doveva essere la prima gara da affrontare su un chilometraggio maggiore della classica mezza. Questo ha inciso molto anche sull'aspetto psicologico col quale l'ho affrontata. Avendo corso giá chilometraggi maggiori la distanza non era un problema o almeno non come lo sarebbe stato se l'avessi affrontata solo con mezze maratone nelle gambe. E cosí ho potuto godermi davvero ogni secondo di questo autentico paradiso d'Italia, ogni metro percorso in questo miracolo naturale. Occasione non fu piú ghiotta poi di poter organizzare anche un bel pranzo post gara assieme alla mia famiglia e a quella di mio fratello in uno dei tanti ristoranti convenzionati. Per evitare levatacce e problemi logistici anche al resto della famiglia con loro l'appuntamento é all'arrivo a Lovere, io invece opto per andare a Sarnico dove lascio l'auto in uno dei tanti parcheggi a disposizione. Sono partito da casa dei miei a Milano quindi non é stata poi tanto levataccia neanche per me. La sveglia alle 5.45. Tutto é praticamente giá pronto e dopo una lauta colazione sono giá in auto. Viaggetto di circa un'oretta abbondante. Non sono molto tranquillo perché mi sono accorto di avere lasciato a casa mia, in Friuli, la lettera di conferma per il ritiro del pettorale che faró a breve, ed il tentativo della sera prima di ristamparlo a casa dei miei é fallito perché c'erano dei problemi coi server. Arrivo a Sarnico verso le 8. Sono sorpreso nel vedere che l'area del palazzetto dove si ritireranno i pettorali é giá brulicante di atleti. Saremo 3500 alla partenza. Parcheggiata l'auto in un'area periferica mi fiondo a ritirare il numero di gara in un palazzetto organizzatissimo nonostante ci siano atleti in ogni centimetro disponibile, per fortuna non faccio fila, dall'1 al 500 non c'é nessuno e non mi fanno storie per la lettera di conferma stampata a metá. Ci sono dei tavolini con volontari che servono the, acqua e persino dolci e crostate, si potrebbe fare persino colazione e ci avrei fatto piú di un pensiero se non l'avessi giá fatta prima. Comincio a cambiarmi ed a preparare la canotta sociale col pettorale appena ritirato (fantastico c'é anche il nome), prendo poi armi e bagagli e consegno la sacca all'organizzazione. Ci sono 4/5 furgoni a disposizione tutti contrassegnati. Impossibile sbagliare. Alle 9 sono in zona partenza. Si parte da Piazza XX Settembre e comincio a scaldarmi lí vicino sul lungo lago. Non posso fare a meno di notare che la zona partenza non é né lunga ne larga. Ipotizzo e a ragione che all'inizio si dovrá partire un po' col freno a mano tirato. Entro nella mia griglia, ovviamente l'ultima, a 10 minuti dallo sparo. Mi trovo praticamente a ridosso dei bagni chimici. Esilarante il fatto che io mi trovi rivolto alla linea di partenza e ci sia gente di fronte a me che guarda in direzione opposta in fila ai bagni. Comincia a vorticare nell'aria un elicottero, penso sia l'artefice di quel meraviglioso video di youtube che mi ha fatto essere qui oggi. Scatta il salutone. All'improvviso si parte, lo sparo da dove sono io non si sente, si capisce di aver dato inizio alle ostilitá dal fatto che la gente davanti a me comincia a saltellare come fossero tante ballerine. Io cammino, praticamente comincio a correre se cosí si puó dire, da sotto l'arco della partenza. Il primo km praticamente viene corso a ritmo di lunghissimo, c'é il rischio concreto di travolgere qualcuno piú lento davanti, non che io sia veloce, tutt'altro, ma essendo partito parecchio dietro qualcuno piú lento di me davanti c'é sicuro. Dopo il secondo km invece la strada si apre un po' e si riesce a correre ad un ritmo piú consono alle mie potenzialitá, certo i keniani davanti potrebbero essere giá al primo ristoro ma é un dettaglio. La prima parte non é bellissima, si lascia il lungo lago, si va un po' verso l'interno, qualche sali scendi, ma poi il lago arriva, in tutta la sua bellezza. Il terrorismo psicologico del meteo non ha funzionato. C'é un bellissimo sole. Gli alberi proiettano lunghe ombre sul tracciato, penso che probabilmente non ci saranno per tutto il percorso e probabilmente malediró questo sole quando cominceró a sudare veramente. Si attraversano i comuni di Predore e Tavernola Bergamasca. Prendo una bottiglietta d'acqua al ristoro del km 5 e del km 10, dove assumo anche un gel, posto proprio prima di Tavernola. Si comincia ad intravedere anche un po' di pubblico, bambini che vogliono darti il "5", una banda a scandire lo scalpiccìo delle migliaia di atleti, mi sento orgoglioso di essere uno di questi. Nel lago si staglia la magnifica Monte Isola, la piú grande isola dei laghi europei che raggiunge i 600 metri di altitudine. Il sole comincia ad essere non piú tanto piacevole come in partenza tanto che al ristoro del km 15 prendo una bottiglietta d'acqua e la tengo con me, visto che ora preferisco bere un po' piú spesso. Nel frattempo comincio a intravedere sullo sfondo quella che qualcuno aveva raccontato su runningforum come possibile spauracchio. La salita di Zú. Non é una montagna sia chiaro, é una salita che dura circa un km con pendenze non importantissime, ma arriva dopo 17 km corsi comunque a ritmo sostenuto e sulle gambe puó farsi sentire. Ci arrivo decisamente preparato visto che per quasi un km la vedevo lí, cosí vicina, ed il mio passo si era ormai quasi automaticamente sintonizzato sulla cadenza che avrei dovuto tenere. Una volta scollinato, si fa per dire, una piacevolissima discesa che di slancio ti fa entrare a Riva di Solto dove é posizionato il rilevamento dell'intertempo e dove passo dopo circa 1h 40min ad un ritmo tra i 5.10 e i 5.15. Il paesaggio é da qualche km cambiato radicalmente e se prima era idilliaco adesso é davvero stupendo. Qualche galleria, probabilmente quelle sabotate nell'illuminazione negli anni passati, fa da contorno ad una vista da togliere il fiato. Insenature con un'acqua colorata dal sole in mille sfumature, mi accompagnano negli ultimi 6 km, sembra una cartolina dalla costiera Amalfitana e invece siamo in provincia di Bergamo, mi distraggo dalla corsa, entro in qualcosa di piú grande. Dal km 20, ultimo ristoro, non guardo piú nemmeno il cronometro. Perso in mille pensieri non mi accorgo, questo lo dirá la classifica di tds alla fine della gara, di passare ben 150 atleti e di fare gli ultimi 6 km sotto i 5min/km. Perso in mille pensieri non mi accorgo di essere giá a Castro a meno di un km dall'arrivo e di fare un km, il 24 a 4.10, forse il Garmin é impazzito dopo le gallerie forse sono impazzito io, non importa. Importa che lo spettacolo meraviglioso offerto da questa gara ha il giusto tributo all'arrivo con centinaia di persone assiepate sulle tribunette e contro le transenne che incanalano sul tappeto che porta all'arrivo e dove alzo le braccia al cielo dopo 2h 09m 19s. Un'organizzazione magnifica, anche se scopriró in seguito che forse qualche criticitá c'é stata con gli ultimi arrivati che non hanno ricevuto il pacco gara, un percorso bellissimo, una corsa che qualsiasi runner, almeno una volta nella vita, dovrebbe correre, come tributo all'amore per questo sport.
domenica 17 aprile 2016
17 Aprile 2016 Corritrieste
Ci voleva proprio una gara sui 10 km peraltro non assolutamente preventivata nella programmazione della stagione. E' capitata così, all'improvviso, leggendo un post su Facebook. E ho nicchiato parecchio prima di decidermi se parteciparvi o meno. Dopo la Maratona dell' Unesco che tanto mi ha regalato a livello emozionale e una settimana prima della gara che affronterò sul lago d'Iseo da Sarnico a Lovere che forse altrettante emozioni regalerà per lo splendido contesto naturalistico nel quale si svolge, era difficile trovare motivazioni e soprattutto spazio per altre gare tra impegni lavorativi e familiari. Complice quindi anche l'essere libero dal lavoro, il buon meteo e la compresenza di una gara non competitiva sulla distanza di 5 km affiancata alla competitiva da 10 km, decido che forse non è male l'idea di una gita fuori porta con tutta la famiglia così da coinvolgere anche moglie e figlio e passare mezza giornata nella splendida cornice triestina. Peraltro una gara da 10 km è una sfida che ho avuto il piacere di affrontare una sola volta, in quel di Jesolo, e di cui ho bisogno per confermare i miglioramenti avuti nelle distanze maggiori. Purtroppo l'ultima settimana è stata un po' tormentata, tanto da farmi saltare l'ultimo allenamento previsto Venerdì, a causa di un fastidio al polpaccio, sopportabile certo, ma tale da rendermi quasi a mezzo servizio. O almeno così credevo. Ma andiamo con ordine. Sveglia presto, come ogni volta prima di una gara, a maggior ragione stamattina che dobbiamo prepararci in tre. Trieste non è poi così distante, meno di un'ora da casa, ma oltre a ritirare il mio pettorale devo iscrivere il resto della truppa alla corsa non competitiva e devo trovare parcheggio in una città che certamente non brilla sotto questo aspetto, quindi ho programmato la giornata in modo da arrivare sul posto con congruo anticipo. Ed in effetti la scelta ha pienamente pagato. Arrivati alle 8.30 a Trieste riesco a trovare parcheggio praticamente a ridosso dell'arrivo, a meno di 100 metri dalla partenza e direttamente sulla grande e meravigliosa Piazza dell'Unità ove è ubicato il luogo deputato al ritiro dei pettorali e alle iscrizioni. Nessuna fila per strada, per parcheggiare e per completare le piccole formalità pre-gara. Ottimo inizio. Solo una ventina di minuti dopo la zona comincia a popolarsi. Cominciano ad arrivare anche i compagni di squadra alla spicciolata. Dopo un buon caffè scroccato al presidente perchè ho dimenticato il portafoglio in auto e una piacevole chiacchierata con alcuni di loro è già ora del riscaldamento. Oggi il riscaldamento ha davvero un'importanza elevata, vuoi per i problemi fisici degli ultimi giorni, vuoi perchè il ritmo sarà sostenuto fin dalle prime battute. Brutta bestia la 10km, davvero complicata da gestire e da interpretare. Partirò col ritmo di 4.40 min/km e poi vedrò se è il caso di rallentare oppure se starò così bene da tentare di aumentarlo. La famiglia l'ho salutata da qualche minuto, loro partiranno dietro. Conto di incrociarli lungo il percorso visto che è lo stesso sia per la non competitiva che per la competitiva che lo ripeterà due volte. Alle 9.30 lo sparo puntualissimo sancisce l'inizio delle ostilità. I treni davanti volano già via ed è incredibile vedere quanta gente mi passi nonostante stia mantenendo un ritmo per me già bello sostenuto. Passo al primo km a 4.36. Dovessi riuscire a mantenerlo fino alla fine sarebbe un grandissimo successo personale con un miglioramento di quasi un minuto sul mio miglior tempo sulla distanza. Il percorso non è nemmeno male. Dopo la partenza nei pressi della Scala Reale esattamente di fronte alla già decantata Piazza dell'Unità si percorre un tratto della Riva III Novembre e si entra nel Porto vecchio dove si snoda praticamente tutto il resto della gara. Si esce soltanto dopo aver completato il quarto ed il nono km per percorrere il rettilineo che porta al traguardo posizionato lì da dove si è partiti. Davvero coinvolgente il ritmo della musica che dopo quasi metà del primo giro irrompe sul percorso. Una bella nota di colore. A conti fatti non siamo nemmeno tantissimi, circa 300 tra competitiva e non competitiva, ma il fatto che il percorso in linea è di soli 2,5 km fa si che sembri di essere in numero maggiore. Al terzo km circa incrocio moglie e figlio e dentro di me comincio a pensare che possa essere la giornata giusta per fare un bel tempo visto che il ritmo continua ad oscillare tra i 4.30 e i 4.35. Passo al km 5, alla fine del primo giro, quando ha termine la gara non competitiva, a 22.36. Nuovo primato personale sui 5 km. Ho anche sete, ma decido di non fermarmi al ristoro e di proseguire visto che sto bene e sto mantenendo un ritmo insperato prima della partenza. Anche il fastidio al polpaccio è svanito. I km passano ma non così velocemente come vorrei. Lungo il percorso simpatici animatori con le sparabolle di sapone e i palloncini allietano il passaggio dei bambini e, perchè no, anche dei più grandicelli. Immagino Cristian già conquistato da questi improvvisati artisti; lo incrocio con la moglie poco più avanti, che mi fa una linguaccia e va a guadagnarsi la sua spada palloncino che esibirà fiero all'arrivo. Passato all'ottavo km ho ormai la convinzione che farò il mio record personale ma anche che questi ultimi due km saranno particolarmente lunghi. Uscito dal Porto Vecchio parto in allungo, supero di slancio un paio di atleti e mi lancio nello sprint finale, forse però sono partito troppo lungo, vengo risuperato da uno degli atleti precedenti e concludo il km 10 a 4.20 con un tempo finale di gara di 45.11 ad una media di 4.31, praticamente il ritmo a cui di solito faccio le ripetute dei 2000 m. Record personale migliorato di quasi 2 minuti. Con grande soddisfazione mi reco al ristoro dove ritrovo Cristian e Miky ed il resto della squadra. Dopo una breve chiacchierata, qualche foto si decide per una birretta in un bar del centro tutti assieme. Si torna a casa verso mezzogiorno con Sarnico all'orizzonte. Alla prossima.....
martedì 29 marzo 2016
28 Marzo 2016 Unesco Cities Marathon
Ci siamo. É il grande giorno. Non ho dormito granché in questi giorni. Tanta l'emozione. Punto la sveglia alle 6.30 e faccio colazione. Non ho molta fame, ma oggi devo sforzarmi. La borsa é giá preparata dalla sera prima, devo solo vestirmi. Alle 7.30 sono fuori di casa. Non piove ma il cielo non promette nulla di buono e c'é un alto tasso di umiditá. Meglio sicuramente dei primi caldi. In macchina percorro al contrario una buona parte del percorso, giá transennato e contrassegnato con i cartelli indicanti i km percorsi. Un paesaggio non propriamente idilliaco, ma si sapeva. Arrivo a Cividale, nei pressi della partenza, verso le 8.20. Non é ancora arrivato nessuno della mia squadra, ma molti atleti sono giá lì. Per cambiarsi hanno messo a disposizione una specie di palazzetto delle bocce. Quanto meno é riparato. C'é acqua a disposizione degli atleti e stanno facendo un briefing le handbike, quindi muoversi é un po' difficoltoso all'inizio. Una volta arrivati gli altri 6 maratoneti della squadra e dopo che tutti ci si é preparati, foto di rito e riscaldamento, molto, ma molto blando, visto che il ritmo maratona sará quello a cui faccio riscaldamento di solito. Sono le 9.25. Sono nelle prime file. Tra poco, allo sparo, svaniranno tutte le tensioni e le paure. Partiti. Quasi subito si esce da Cividale, davvero un peccato che la partenza non fosse nella zona del Ponte del Diavolo, scenograficamente e turisticamente avrebbe dato molto alla gara. Mi inchiodo al ritmo di 5.40 m/km. Riesco a mantenerlo agevolmente. Dopo aver attraversato il comune di Premariacco il primo ristoro. Sono passati 5km. Mi fermo una decina di secondi, sorseggio mezzo bicchiere d'acqua e cosí faró ad ogni ristoro. Ho con me anche due gel, li assumeró al km 19 e al 29 in modo poi da avere un po' d'acqua al ristoro per sciacquarmi la bocca. I km passano piacevolmente. Non c'é molta gente ai lati della strada, ma non ce n'é molta nemmeno in gara. Nelle prime fasi si é giá formato un lungo serpentone quasi in fila indiana ognuno col suo ritmo, forse qualcuno é partito troppo forte, nei racconti di maratona non é raro leggere di corridori scoppiati dopo 20 km. Tra il km 12 ed il km 15 si lambiscono i comuni di Manzano e San Giovanni al Natisone. Un paio di rotonde ed un sottopasso spaccagambe lanciano sul lungo drittone che porta a Visco. In questa fase meglio non pensare ai km da fare, meglio pensare a quelli giá fatti. Manca ancora tantissimo. Il serpentone di atleti ormai é diviso in piú tronconi, ci sono vari gruppetti e gli immancabili pacer sempre pronti a dare la carica a chi vuole correre con loro. Una sola volta ho corso con loro perché volevo fare il mio record personale nella mezza e sono miseramente saltato a metá gara. Si passa Chiopris e dopo il ponte sul Torre, sento urlare a gran voce il mio nome. Sono quei matti della squadra che si occupano del ristoro del km 20. Davvero ben organizzati i ragazzi, mi ha fatto davvero un gran piacere nella solitudine di questi primi 20 km vedere facce amiche. Passo alla mezza in 2h spaccate. La media é pienamente rispettata. Dopo poco si arriva a San Vito al Torre, mi affianco a due giapponesi che hanno una Gopro e stanno filmando ogni istante della gara. Li saluto e passo avanti. Ho ancora un buon passo, non avverto fatica e cominciare a vedere paesi a me piú vicini mi dá quasi uno sprint in piú. Dopo Jalmicco si entra a Palmanova, prima della porta Cividale c'é il ristoro dei 25km, uno speaker radiofonico urla il numero del mio pettorale. Dopo 25 km anonimi 500 metri bellissimi, l'ingresso nella Piazza di Palmanova tra due ali di folla in veritá non particolarmente numerosa, e l'uscita dalla Porta Aquileia tra sbandieratori e bande mi fanno accelerare il passo. Comincio a sentire l'aria di casa che scorgeró al km. 34. Ma ora siamo al km 27 e mi accorgo di essere nel deserto. Dinanzi a me pochissimi corridori, dietro di me idem. La cosa mi getta un po' nello sconforto. La forza delle gare é quella, corri con te stesso, per te stesso, ma gli altri corridori con i quali si instaura un rapporto a distanza di solidarietá ti danno una forza in piú. Ed in tutto questo mi accorgo, all'improvviso, di essere stanco. Non é il muro, il famoso muro che prende il maratoneta dopo il km 30 quando, esaurito il glicogeno, finisce la benzina, no, é una sensazione generale di stanchezza. Prima della partenza mi ero ripromesso di correre senza soste almeno 32km, poi, tutto quello che veniva in piú andava bene. Ed avevo come riferimento il tempo del lunghissimo fatto un mese fa 36km in 3h36m. Il ristoro del km 30 all'altezza di Strassoldo una vera manna. Dopo aver assunto il secondo gel un km prima avevo sete. Prendo un bicchiere di acqua freschissima e ne assaporo ogni centilitro come non bevessi da giorni. Riparto con in testa una sola cosa, correre per altri due km e poi fare gli ultimi 10 pensando a piccoli step di un km alla volta. Il km 32 lo passo dopo 3h e qualche minuto, vedo atleti che camminano, altri corricchiano, altri sfrecciano perché secondi staffettisti partiti da Palmanova, mi fermo anch'io. Tra il mio crono e le tabelle kilometriche c'é uno scostamento di un centinaio di metri. Mi affianco al cartellone del km 32 e rifiato un po'. Cammino a passo spedito. Mancano 10km, 10 km che in allenamento sono una uscita normale ora sono una montagna. Faccio il km 33 a 8.30. Poi riprendo a correre fino al km 34, dopo la pausa al passo la corsa non é piú fluida come in precedenza, le gambe sono pesanti. Il cartello dei 34 é 100m dopo casa mia. L'arrivo é ancora lontanissimo. Mancano 8km e 200m. Attraverso camminando la SS.14 attirandomi gli improperi degli automobilisti fermati dall'egregio lavoro della Protezione Civile e dei Vigili Urbani, a cui, essendo ormai passato il grosso della manifestazione, é stato dato il via libera, nonostante il blocco della strada. Poco prima del centro di Cervignano é posizionato il banchetto del ristoro del km 35. Mi fermo una decina di secondi. Questa volta prendo anche dei sali minerali nella speranza mi diano un po' di carica fino all'arrivo. Corricchio un altro km, supero Cervignano e al km 36 trovo un amichetto di mio figlio col papá a fare il tifo. Dopo il ristoro del km 20 e il passaggio in centro a Palmanova questa é stata una delle cose piú belle finora. Gli do il "5" e proseguo camminando, nonostante da dietro mi incitino a non mollare e a non fermarmi. No, non mi fermo e no, non mollo, ma proseguo cosí. Al km 37 riprendo a correre, ora faccio davvero fatica, cominciano a farmi male i muscoli e le ginocchia. Dalle case arrivano odori di carne alla griglia, non credo sia immaginazione, é Pasquetta dopo tutto e tradizionalmente a Pasquetta si griglia. Poi ci sono anche i pazzi che scelgono di correre. Sono in perfetta media per terminare in 4h e 20min. Ma vorrei essere altrove. Km 38 mi rifermo di nuovo e riprendo a camminare. Nel frattempo incrocio un ragazzo che poco convintamente mi dice di essere alla prima, e visto come sta andando, anche ultima, maratona. Lo sappiamo entrambi. Io non sono ancora arrivato, sto tenendo duro, ma non vedo l'ora giá di fare la prossima. E siamo al km 39. Riprendo a correre per quello che puó definirsi corsa. Ho male ai polpacci, alle ginocchia ed ho paura che i crampi possano materializzarsi da un momento all'altro. Nel frattempo supero un atleta che avrá una sessantina d'anni. É alla 11esima maratona, mi dice che non ne ha piú, camminerá da qui alla fine. E dopo avermi detto che dopo questa ne fará un'altra ancora a Copenhagen e poi basta si ferma e mi dice di andare. Quasi quasi mi dispiace. Ma oramai voglio stare sotto le 4h e 20min. E manca poco. Ora anche un fastidiosissimo vento contrario a rendere piú difficoltoso di quanto giá non sia, questo finale. Per fortuna la pioggia ci ha risparmiato. Km 40. Basta. Non corro piú. Non ce la faccio. La parte esterna del ginocchio sinistro é in fiamme ed ogni muscolo del corpo grida vendetta. Cammino. Da Cervignano non sto piú nemmeno guardando il paesaggio, guardo solo i cartelli segnaletici dei km che passano, sempre piú lentamente. Qualche centinaio di metri prima mi passa un pacer delle 4.15:"Dai che ce la facciamo a farla in 4h 16m". Gli vado dietro, 20 metri, poi mollo. Ma ora passa il km 41. Manca 1km e 200 metri. Nuovo vigore nel mio corpo, ci provo, corro 200 metri. Mi fermo di nuovo, manca 1km, il crono non lo guardo piú. Sono sicuro di stare sotto le 4h 20min. Voglio solo vedere la mia famiglia. Mancano 500 metri, corro di nuovo. Sullo sfondo mia moglie agita le braccia ed il mio bimbo accanto a lei. Manca una curva e gli ultimi 200 metri. Mano nella mano con Cristian assaporo il passaggio sul tappeto blu e a braccia alzate taglio il traguardo. Il crono dirá 4h 17min 49 sec. É finita. Una delle piú grandi soddisfazioni della mia vita, correre da oggi non sará piú la stessa cosa.
venerdì 25 marzo 2016
25 Marzo 2016
Ormai non conta piú nulla. É giunta la penultima puntata di questa avventura iniziata molto tempo fa, prima di cominciare ad allenarmi per la Maratona, forse ancor prima di iniziare a correre. Emozione ed ansia come sentimenti ad inseguirsi l'un l'altro. Mancano 3 giorni, saranno tra i piú lunghi vissuti. Le poche certezze conquistate in questi tre mesi di allenamento sono d'incanto svanite ed ora nella mia testa solo dubbi. Dubbi che, ne sono certo, svaniranno dopo lo sparo delle 9.30 del 29 Marzo 2016, perché va cosí, perché la prestazione sportiva é anche attesa, perché le piú grandi gioie passano sempre dalla sofferenza di minuti ed ore che sembrano non finire mai. Lunedí ci sará da soffrire e da attendere ancora molto una volta partito, ma proprio per questo, la gioia del traguardo sará piú grande una volta tagliato. Oggi quindi l'ultima uscita pre-gara. Poco piú di una sgambata. C'é un gran vento, lo stesso vento che ha condizionato gran parte dei miei ultimi allenamenti. Ritmo di CL da tenere per 40 minuti con 5 allunghi finali. Qui davvero il crono conta poco. In tutto poco meno di 8,5 km al ritmo di 5.26/km. Ora sotto, il prossimo resoconto sará la chiusura del cerchio, sará la descrizione di un grande sogno, spero realizzato, di un piccolo atleta.
mercoledì 23 marzo 2016
23 Marzo 2016
Dopo 2 giorni di riposo é ora di rimettersi in moto. L'uscita doveva essere ieri ma ho spostato l'allenamento di un giorno perché la gara sará Lunedí e non Domenica. Ma forse sarebbe stato meglio uscire ieri perché mentre la giornata passata splendeva di un sole meraviglioso, oggi bisogna fare i conti col forte vento. Ma Lunedí non potró scegliermi il clima con cui correre, quindi meglio essere preparati anche a condizioni difficili. Tutto sará sopportabile, ma un diluvio renderebbe la gara terribile. Vedremo Lunedí. Mancano 5 giorni, non sembra vero. Solo 2 allenamenti. Oggi 50 minuti di CL. I primi 25 minuti complice il vento a favore sono affrontati con le ali ai piedi, anche mettendomi di impegno, per dare un metro di giudizio, non riesco a mantenere il ritmo prestabilito. Devo praticamente frenare. Il ritorno terribile. Col vento contro sembra di scalare una montagna. Alla fine un allenamento piú difficoltoso del previsto, doveva essere una semplice sgambata di poco piú di 9 km come tantissime volte ho fatto in questa preparazione, invece il meteo ha ostacolato non poco. Terminati i 50 minuti, 9,2 km al ritmo di 5.26 m/km. La speranza é di non pagare fisicamente qualche colpo d'aria nonostante fossi ben coperto e soprattutto la gola ben riparata. A Venerdí per l'ultima uscita pre-gara, la tensione sta aumentando.
domenica 20 marzo 2016
20 Marzo 2016
-8. Questa notte non ho dormito benissimo. Mi sono svegliato piú o meno 3 volte salvo poi arrendermi definitivamente alle 7.50. Devo andare a lavorare verso mezzogiorno e se voglio allenarmi tranquillamente senza "correre", mi sia perdonato il gioco di parole, devo fare colazione al piú presto ed uscire entro le 8.45. Cosí dopo un caffé, una tazza di latte e qualche fetta biscottata con la marmellata, mi preparo in tenuta primaverile, oggi il tempo é stupendo come ieri, e, calzate le mie amatissime Mizuno, sono fuori nei tempi previsti a effettuare dapprima 10 minuti di riscaldamento e poi una seduta veloce, 50 minuti nei quali dovrei tenere un ritmo di CLS a 5.17/km ma che diventa comodamente una CV a 5.07, ritmo con il quale concludo tranquillamente l'allenamento. Anche oggi sono contento della tenuta fisica, non avverto dolori o fastidi particolari, se non proprio qualcosina di "assestamento" che comunque non crea problemi nell'esecuzione della corsa. Ora mancano 2 allenamenti. Li eseguiró Mercoledí e Venerdí per mantenere le giuste distanze dalla gara che sará, lo ricordo, il Lunedí di Pasqua. E quindi. A Mercoledí......alla prossima.....
sabato 19 marzo 2016
19 Marzo 2016
Ormai decisamente superata quella sensazione di appesantimento alle gambe inizia la fase della rifinitura finale, 4 allenamenti giusto per non perdere il ritmo. Oggi canonici 50 minuti da fare a ritmo di CL ovvero sui 5.32 al km. É una splendida giornata di sole, e decido di uscire sul presto, poco dopo le 8.30 per simulare il piú possibile le condizioni di gara. La partenza sará alle 9.30 ma per effetto del cambio ora del giorno prima in effetti sará come partire alle 8.30. Le sensazioni ottime sono state scaricate nelle gambe con un buon ritmo di 5.26 al km senza forzare e con molta facilitá. Mancano 9 giorni, solo 9 giorni. Ora solo 3 allenamenti mi separano dall'obiettivo. A domani......
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